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E’ uscito alla fine di ottobre negli Stati Uniti il libro illustrato per bambini “Goodnight iPad” di David Milgrim, che, con l’azzeccato pseudonimo di “Ann Droyd”, scrive una parodia per le prossime generazioni,

del famosissimo Goodnight moon” scritto nel 1947 da Margaret Wise Brown, venduto in milioni di copie, pubblicato e ripubblicato ad oggi in moltissime lingue.

Non ho capito se esiste una, pur vecchia, versione italiana, io ho sempre posseduto la versione inglese e francese.

GOODNIGHT MOON di Margaret Wise Brown

libro Goodnight Moon

Per chi non fosse mai entrato

In the great green room

There was a telephone

And a red balloon

And a picture of–

e non avesse mai provato, prima di dormire, a salutare tutte le cose con il suo bambino

Goodnight room

Goodnight moon

Goodnight bears

 goodnight chairs

Provandosi a mantenere e imparare  l’inglese per salvare cadenze e rime. Parole inglesi facili e capibili con le illustrazioni

c’è questa lettura del libro fatta da Susan Sarandon

GOODNIGHT iPAD di Ann Droyd   a parody for the next generation

Per chi volesse entrare nelle nuove stanze tecnologiche, prima che il libro sia tradotto, forse, in italiano. Là dove Nella grande stanza verde è diventato

In the bright buzzing room,

There was an iPad                                                     

And a kid playing Doom

And a screensaver of–

e volesse vedere in quale modo, davvero particolare la nonna saluta i gadgets, gli aggeggi tecnologici,    

Goodnight LOLs                                            

Goodnight MP3s

Goodnight LCD Wi-FI HDTV

liberando, almeno per la notte, piccoli e GRANDI, c’è questo video.

Con un devoto e delicato omaggio al vecchio, ma sempre nuovo, libro “Goodnight moon”

Visita al Roseto della Villa Reale di Monza

 

Bambini vi portiamo a vedere e ad annusare  un po’ di bellezza e ci siamo andate anche quest’anno. 

Un tipetto di nove mesi ne ha approfittato per gustarle, le rose.

 

Apertura gratuita dal martedì al venerdì 8-12/14-20, sabato e domenica 9-20

 

Uno dei più bei roseti del mondo, protetto, riservato, italianamente poco conosciuto.

Qui le immagini raccontano una storia di bellezza e qui la raccontano le parole. Con finale imprevedibile.

 

 

 

 

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 Perchè le storie sono spesso imprevedibili, e i bambini ancor di più. E quando abbiamo chiesto alla piccola Matilde, 4 anni, quale fosse la sua rosa preferita.

la rosa piccolina di Matilde

 

Quella piccola, bianca, piccolina, un po’ liscia,

 
 
 

c’era solo lei contro il muro, con le foglie lunghe.   

 

     

 

 Troppa bellezza può ferire piccola Matilde?

C’è differenza di Hans Christian Andersen

Perchè è maggio.

Perchè c’è differenza, tra le piante  e tra gli uomini, ma il destino è uno.

Perchè siamo appena stati in un grande prato, due mamme, tre ragazzi, due bambini, e abbiamo soffiato bellissimi soffioni e riceveremo “nuovi vestiti entro l’anno”.

Perchè amiamo i bellissimi rami di melo “la primavera stessa nella sua più bella incarnazione” e anche gli umili soffioni, quelle “finissime, fragili piume che formano quella figura di nebbia”

Alba (Soffioni) olio su tela di A.Frassina

 

 

C’è differenza

 

Era il mese di maggio, il vento soffiava ancora freddo; ma c’era già la primavera, così dicevano cespugli e alberi, campi e prati; comparivano fiori dappertutto, anche sulla siepe, e lì la primavera parlava di sé, e parlava da un piccolo melo, il cui tronco si assottigliava in un unico ramo; ma così fresco così fiorito, ricoperto di sottili gemme di color rosso pallido che stavano per sbocciare; lui stesso sapeva bene quanto fosse bello, perché lo sa la linfa quanto il sangue, e per questo non si meravigliò quando una carrozza signorile si fermò sulla strada davanti a lui e la giovane contessa esclamò che quel ramo di melo era la cosa più graziosa del mondo, e che era la primavera stessa nella sua più bella incarnazione. Il ramo venne spezzato e lei lo tenne tra le mani delicate proteggendolo dal sole col parasole di seta. Giunsero al castello, dove c’erano sale altissime e tutte addobbate. Bianche tende luminose si gonfiavano davanti alle finestre aperte, e magnifici fiori riempivano vasi trasparenti. In uno di questi, che sembrava fatto di neve appena caduta, fu messo il ramo di melo, insieme a rami freschi e lucenti di faggio; era un piacere guardarlo!
Il ramo diventò superbo, e questo era più che umano!
In casa giungevano molte persone, che, secondo la considerazione che ricevevano, osavano esprimere la loro meraviglia; alcune non dissero nulla, altre dissero troppo, e il ramo di melo comprese che esisteva la stessa differenza tra gli uomini e tra le piante. “Alcuni sono fatti per la bellezza, altri per l’utilità, ci sono altri che addirittura potrebbero benissimo non esistere!” pensava il ramo di melo il quale, essendo stato messo vicino alla finestra aperta, da cui poteva vedere sia nel giardino che nel campo, aveva molti fiori e piante su cui meditare. C’erano piante ricche e povere, e altre addirittura miserevoli.
«Povere erbe ripudiate!» esclamò il ramo di melo. «È proprio vero che c’è differenza! Chissà come devono sentirsi infelici, se per caso sentono come sento io e i miei simili. C’è proprio differenza, ma è giusto che ci sia, altrimenti saremmo tutti uguali!»
Il ramo di melo guardava intanto con una certa compassione soprattutto un tipo di fiore che si trovava in enorme quantità nei campi e lungo i fossi; nessuno ne faceva mazzi, erano fiori troppo comuni, si potevano persino trovare tra le pietre del selciato, crescevano come la tenace gramigna e poi avevano un bruttissimo nome*: soffioni.
«Povera pianta disprezzata!» esclamò il ramo di melo. «Non puoi farci nulla se sei fatta così, se sei così comune, se hai questo orribile nome! Ma tra le piante deve essere come tra gli uomini: ci deve essere una differenza!»
«Una differenza!» disse il raggio di sole baciando il ramo di melo in fiore, ma baciò anche i gialli soffioni del campo; tutti i fratelli del raggio di sole baciarono tanto i fiori poveri quanto quelli ricchi.
Il ramo di melo non aveva mai meditato sull’infinito amore che il Signore ha per tutto ciò che vive e che si rinnova in lui, e neppure aveva mai pensato alle cose belle e buone che possono trovarsi nascoste, ma non dimenticate; ma anche questo era molto umano!
Il raggio di sole, i raggi di luce sapevano di più: «Tu non vedi lontano, non vedi chiaramente. Qual è la pianta disprezzata che più compiangi?».
«I soffioni gialli» rispose il ramo di melo. «Non sono mai colti in mazzetti, vengono calpestati, sono in troppi e quando diventano semi si disperdono sulla strada come fili di lana tagliati e si attaccano ai vestiti della gente. È gramigna! E forse così deve essere! Io sono molto riconoscente di non essere uno di loro.»
Nel campo giunse un gruppo di bambini; il più piccolo era così piccino che lo portavano in collo gli altri; quando poi fu messo a sedere sull’erba, tra i fiori gialli, si rotolò un po’, colse i fiori e li baciò con dolce innocenza. I bambini un po’ più grandi staccarono invece il fiore dallo stelo cavo, e piegarono lo stelo unendo le due estremità per ottenere anelli e poi una catena: una per il collo, una per le spalle e per la vita, poi per il petto e per la testa; era una magnificenza di catene e ghirlande verdi. I bambini più grandi ancora presero invece con attenzione le piante fiorite, lo stelo che reggeva quella meravigliosa corona di soffici semi, quel lieve e soffice fiore di lana che è un vero minuscolo capolavoro d’arte e sembra fatto di finissime piume e penne; lo portarono alla bocca e cercarono con un bel soffio di spargerlo al vento. Chi ci fosse riuscito, avrebbe ricevuto nuovi vestiti entro l’anno, così diceva la nonna.
Il fiore disprezzato diventava in quell’occasione un vero profeta.
«Vedi!» disse il raggio di sole «vedi la sua bellezza, il suo potere!»
«Sì, ma solo per i bambini!» replicò il ramo di melo.
Giunse al campo una vecchietta e si mise a scavare col coltello spuntato e senza manico proprio intorno alle radici del fiore, e lo estirpò; con alcune radici avrebbe fatto il caffè, con le altre avrebbe guadagnato qualche soldo portandole al farmacista.
«La bellezza però è qualcosa di più alto!» disse il ramo di melo. «Solo gli eletti entrano nel regno della bellezza! C’è differenza tra le piante, proprio come c’è differenza tra gli uomini!»
Il raggio di sole parlò dell’amore infinito di Dio per tutte le cose create e per tutto ciò che ha vita, e della giusta divisione di tutto nel tempo e nell’eternità.
«Questo è ciò che pensa lei!» gli rispose il ramo di melo.
Entrò gente nella stanza, e tra questa anche la giovane contessa che aveva messo il ramo di melo con tanta cura nel vaso trasparente dove la luce del sole brillava; aveva con sé un fiore, o qualcosa di simile, nascosto fra tre o quattro grandi foglie che lo avvolgevano come un cartoccetto per evitare che la corrente d’aria o un soffio di vento lo danneggiasse; e lo portava con tanta delicatezza quale non aveva avuto neppure per il bel ramo di melo.
Piano piano le grandi foglie vennero allontanate e si potè vedere la bella corona di soffici semi del tanto disprezzato soffione giallo. Era questo il fiore che era stato colto con tanta attenzione e che con tanta premura era stato trasportato affinché non andasse perduta neppure una delle finissime, fragili piume che formano quella figura di nebbia. Ora era lì, splendido e intatto; la giovane contessa ne ammirava la bella forma, il soffice splendore, la particolare conformazione, tutta la bellezza, destinata a perdersi nel vento.
«Guardate dunque! Che meravigliosa bellezza il Signore gli ha dato!» esclamò la contessa. «Voglio dipingerlo insieme al ramo di melo; il ramo appare meraviglioso a tutti, ma anche questo povero fiore ha ricevuto tanto dal Signore, sebbene in un altro modo. Sono così diversi, eppure entrambi sono figli del regno della bellezza.»
E il raggio di sole baciò il povero fiore e baciò il ramo di melo fiorito, le cui foglie sembrarono arrossire un po’.

 

*Il termine usato da Andersen per indicare i soffioni ha il significato letterale di “mastello del diavolo”.

Perché di viaggio parlano anche le fiabe.

Andersen immagina il viaggio di gruppi di giovani tra mille e mille anni, ma già parla di un modo di fare “da turismo di massa” che tutto può avere e fare e che tutto divora rapidamente, che già un po’ ci appartiene.

Oggi possiamo raggiungere ogni luogo nel mondo, in tempi relativamente brevi e senza neppur spendere una fortuna, e dato che possiamo facciamo e dato che possiamo giriamo e andiamo e accumuliamo.

 Come dice Andersen? “Tanto per esserci stati”

Parigi, Museo d’Orsay. Nella sala dedicata a Van Gogh, c’è un gruppo di persone davanti a “La Chiesa di  Auvers-sur-Oise”. Un signore dice

Genn.2010 Museo d'Orsay. Davanti a Van Gogh, La Chiesa di Auvers

all’altro “Dai andiamo avanti, che questo quadro l’abbiamo già visto sui libri!!!” Non è una barzelletta, è esperienza fatta di persona dalla sottoscritta. E non l’unica, e non la peggiore, a testimonianza del  “Tanto per esserci stati”.

 E con i nostri bambini e ragazzi che oggi hanno la possibilità di andare e viaggiare e girare, molto più di ieri?

Che cosa diventa positiva esperienza di bellezza, che ricrea e ritempra

e non accumulo di posti e luoghi, ricordo sbiadito dopo pochi giorni?

Su cosa puntare, come interessarli al prossimo viaggio o alla prossima vacanza “stanziale” che sia?  mammaOca

P.S. La prossima volta vi darò l’idea di un “quaderno da viaggio” inventato con le amiche e approvato e costruito dai nostri figli . Fatto per mappe e cartine e per “fermare” i momenti più belli.  Per riguardare i “miei” posti più belli. Verso l’orizzonte ….e oltre.

 Tra mille e mille anni di Hans Christian Andersen

 Certo, tra mille e mille anni arriveranno sulle ali del vapore, a volo, attraversando l’oceano! I giovani abitanti dell’America visiteranno la vecchia Europa. Verranno a vedere i monumenti e le località ormai in rovina, così come noi ora siamo attratti dalle bellezze disgregate dell’Asia meridionale.                            
Tra mille e mille anni arriveranno!    
Il Tamigi, il Danubio, il Reno scorrono ancora, la cima del Monte Bianco è ancora innevata, l’aurora boreale brilla sui paesi del Nord, ma le generazioni, una dopo l’altra, sono diventate polvere, le schiere dei potenti del momento sono dimenticate, come coloro che ora dormono sulle alture, dove il ricco mugnaio, che possiede quel terreno, ha costruito una panca per sedersi a guardare il vasto e ondulato campo di grano.
«In Europa!» si sente dire presso i giovani americani «verso la terra dei padri, la bella terra dei ricordi e della fantasia, l’Europa!»
La nave aerea arriva, è piena di viaggiatori, dato che il viaggio è più veloce che per mare; il filo elettromagnetico che passa sotto l’oceano ha già telegrafato quante persone costituiscono la carovana aerea. L’Europa già si vede, sono le coste dell’Irlanda, ma i passeggeri dormono ancora; si sveglieranno solo quando saranno sull’Inghilterra; toccheranno la terra d’Europa nel paese di Shakespeare, come la chiamano i figli dello spirito, il paese della politica e delle macchine la chiamano gli altri.
Per un giorno intero vi si fermeranno; è il tempo che questa generazione frettolosa può dedicare alla grande Inghilterra e alla Scozia.
Poi proseguono attraverso il tunnel sotto la Manica verso la Francia, terra di Carlo Magno e di Napoleone. Viene nominato Molière gli eruditi parlano delle scuole classica e romantica che risalgono al lontano passato, e si rallegrano per eroi, vati e scienziati che il nostro tempo non conosce, ma che nasceranno nel cratere d’Europa: Parigi.
La nave aerea vola sopra il paese da cui Colombo partì, dove nacque Cortez e dove Calderon cantò i suoi drammi con versi sonori; donne graziose con gli occhi neri abitano ancora le valli fiorite, canti antichissimi nominano ancora il Cid e l’Alhambra.
In volo si attraversa il mare fino all’Italia, dove si trovava l’antica e eterna Roma. Ora è cancellata completamente, la campagna è un deserto; della chiesa di San Pietro rimane un unico resto di muro, ma si dubita che sia autentico.
Poi in Grecia, per dormire una notte nel lussuoso albergo situato in cima all’Olimpo, tanto per esserci stati. Il viaggio prosegue per il Bosforo, dove ci si riposa qualche ora e si visita il luogo dove sorgeva Bisanzio; ora poveri pescatori gettano le reti là dove la leggenda racconta del giardino dell’Harem al tempo dei turchi.
Si passa in volo sopra le rovine di meravigliose città che sorgevano lungo il vigoroso Danubio, città che il nostro tempo non conosce; ogni tanto, sui luoghi pieni di ricordi, sui luoghi che sorgeranno e su quelli che il tempo farà apparire, ogni tanto la carovana aerea si abbassa per poi riprendere quota di nuovo.
Laggiù si trova la Germania, che una volta era solcata da una fittissima rete di ferrovie e di canali, il paese dove parlò Lutero, cantò Goethe e dove Mozart ai suoi tempi resse lo scettro della musica! Grandi nomi risplendono nella scienza e nell’arte, nomi che non conosciamo.
Un giorno di soggiorno in Germania e uno nei paesi del Nord, per visitare la patria di Orsted, quella di Linneo, e la Norvegia, terra di vecchi eroi e di una giovane generazione. L’Islanda viene visitata durante il viaggio di ritorno, e i geyser non sono più in ebollizione, il vulcano Hekla è spento, ma la robusta isola rocciosa resiste nel mare agitato, come una eterna lapide di pietra a ricordo delle saghe.
«In Europa c’è molto da vedere» dice il giovane americano. «Noi l’abbiamo visto in otto giorni, e si può fare benissimo, come anche il grande viaggiatore» e nomina una persona che appartiene al suo tempo «ha dimostrato nel suo famoso libro: “Europa, vista in 8 giorni”.»

P.S. Tra le ”pagine” che compaiono sopra ho inserito “Elenco fiabe” in cui vengono inserite le fiabe del blog. Per leggerle basta cliccare sopra i titoli.

Castellammare del Golfo. Dove abito io. Maria

 Questa è la lettera dell’amica Maria, che abita a Castellammare del Golfo, e ci parla di “Vacanze con i bambini…per i bambini” e, a ragion vedutissima, dato il posto in cui abita, quali caratteristiche deve avere per lei la vacanza per essere “Quasi…il Paradiso”. 

Cara Maria, se sentirai ronzarti le orecchie, non ti preoccupare, è solo un po’ di benevola invidia che serpeggia tra noi che leggiamo e paragoniamo i differenti livelli di qualità della vita.

Da Maria

 

Inizio con un’esperienza di qualche anno fa; sei gennaio presso il museo di Salemi arriva in mostra “L’adorazione dei pastori” di Rubens.

Venti minuti di macchina ed un gruppo di amici, con al seguito sei bambine tra i nove ed i tre anni.

Sindaco di Salemi Vittorio Sgarbi, troupe televisiva della RAI…c’è da aspettare un secolo!

Facciamo un giro per il paese, vediamo la sfilata dei magi e dopo un po’ ritorniamo al museo per iniziare la coda.

Acqua, biscotti e quant’altro per queste bimbe che non facevano altro che scappare di qua e di là, mentre noi adulti avevamo un occhio all’ingresso ed uno a loro.

Finalmente, dopo ore, riusciamo ad entrare e come volevasi dimostrare dopo due secondi le sei bambine volevano già andare via.

Adulti in estasi davanti ad un quadro, bambine in fuga.

Le raggruppiamo davanti al quadro e cominciamo a chieder loro di ciò che vedevano.

Man mano che venivano fuori delle osservazioni, il loro stupore cresceva…

1)    Non c’era un faretto ad illuminare il bambinello, la luce proveniva dal quadro stesso…osservazione “Gesù Bambino sembra una lampadina”

2)    Non è una foto…lo si sapeva già, ma ricordarlo fa comprendere la perfezione dei dettagli

3)    Il velo che la Madonna solleva sembra vero, sembra ci sia davvero la trasparenza.

 

I faraglioni di Scopello

Perché quest’esempio? Perché qualsiasi esperienza con i bambini non può prescindere da un coinvolgimento educativo, non esiste dunque un paradiso standard.

 

 

 

La preoccupazione è comunque valida, esistono dei luoghi che sono meno attrezzati per le famiglie.

 

Io vivo in Sicilia, a Castellammare del Golfo, (TP), prendo la macchina e in dieci minuti sono al mare, ci sto anche giornate intere e le mie figlie sembrano, a fine giornata, cariche come delle pile…e questa carica se la portano dietro per tutto l’inverno, neanche un raffreddore!

Suggerisco la Sicilia come meta paradisiaca per le eventuali

Spiaggia di Guidaloca. Qui vado al mare

vacanze estive? Sì.

Segesta

Infatti quale meta migliore di quella tracciata da popoli che hanno fatto la storia: Greci, Fenici, Arabi…e quale meta migliore per le famiglie di quella scelta da migliaia di famiglie che hanno preferito associare il mare e la cultura, la bellezza paesaggistica e quella monumentale?!

 

 

Io vivo in Sicilia e per me è naturale dire sia bella, ma come una madre si gloria, maggiormente, della bellezza dei figli nel sentirlo dire ad altri,che non nel dirlo lei stessa,

vi propongo di visitare un blog che raccoglie esperienze in Sicilia, con  suggerimenti e proposte di viaggio, anche di istruzione, agenzia di viaggi,  locazioni in casa, locanda, ricette, un semplice corso di dialetto siciliano. Tutto questo, ma non solo.   That’Sicilia   

 

Qualsiasi posto scegliate ricordate, comunque, che un genitore non va mai in ferie e che i bambini hanno bisogno di compagnia…proprio come gli adulti.

 

 Le foto appartengono tutte al sito di  “That’Sicilia” e le potete trovare qui  

http://www.thatsicilia.com/la-vera-emozione-e-dirsi-di-si-ogni-giorno/

e qui

http://www.flickr.com/photos/thatsicilia/

  

 

Come arrivare in Sardegna.  

In cui si parla di

“opzioni da gente con un livello di qualità della vita che deve perlomeno andare su un’isola per riprendersi e che fa di tutto per andarci” 

Da mammaOca

 

 “Quest’anno ho speso più di viaggio che di casa!” M.

“Avrei preso la casa a Isola Rossa, ma non so se verrò, visti i prezzi dei traghetti! Mi puoi dare qualche idea? E non mi parlare di passare dalla Corsica con 4 figli di cui 2 piccoli!” R.

 

Le considerazioni delle mie amiche mi hanno portato a suggerire, a chi volesse andare in Sardegna, alcune soluzioni, tutte già studiate e sperimentate nel tempo.

Premessa: quest’anno i prezzi delle compagnie marittime sono anche raddoppiati. Ho già scritto a questo proposito sul n. 10 di  Tempi.

 

Che fare?

Qui propongo le opzioni C e D. Per quelle AB dovrete leggere qui sul sito. Certo, sono soluzioni molto più poetiche e fantasiose di quelle qui proposte, forse un tantino meno realistiche, ma mai dire mai. La difficoltà aguzza l’ingegno.

 

Premettendo che

1-la simulazione è fatta su una famiglia di 2 adulti e 3 bambini, e su date “calde”, cioè le prime due settimane d’agosto. I prezzi sono più alti rispetto ad altre date, e, per quel che è possibile, in Sardegna è meglio venire fuori picco di stagione.

2-qui si ignorano le soluzioni “più normali” per chi abita al nord, traghetto notturno, da Genova,  cabina, super-nanna bambini, tranquillità, pace e prezzi da un minimo di 1.000, 1.300 euro, con tutte le compagnie.

E la soluzione traghetto diurno, meno “normale”, perché da Livorno a Olbia si impiegano minimo 6 ore e mezza che dovete passare in qualche modo con i vostri bambini, i quali, da esperienza, anche se sono i migliori del mondo, sulla nave è un’altra cosa. Soluzione adatta a quelle mamme super organizzate con giochi, album e libri e con molta pazienza. Questa soluzione è meno costosa, dai 750 euro con Corsica-ferries o Moby. 

3-questi prezzi sono quelli ad oggi 8 aprile, e le tariffe, soprattutto quelle degli aerei low cost, cambiano.

 

Ecco le opzioni, tutte sperimentate. 

C- famiglia in aereo, capo famiglia in nave con macchina. Oppure tutti in aereo e noleggio auto. Da tener conto che gli aerei low cost accettano un bagaglio con peso inferiore ai 10, 12 kg a persona, tassativi e controllati, e fanno pagare il bagaglio extra (ma siamo in estate, e al mare ci si veste di poco).

PRO-da qualsiasi parte d’Italia si parta, ovviamente viaggiare con l’aereo è la soluzione più comoda e veloce, soprattutto per raggiungere un’isola. Da Milano ad Alghero o  Olbia ci vuole un’ora, che sommate al prima e al dopo diventano massimo 4 o 5 a fronte di viaggi con la nave che, come minimo, durano una giornata intera. Soluzione molto adatta e molto usata da chi ha bambini molto piccoli.

CONTRO- il problema macchina e bagaglio se si viaggia tutti in aereo. Dove mettere maschere, pinne, bastoni da trekking (sì anche in Sardegna “si va sulla montagna” ). Il problema “che marito hai?” se viaggiate tutti in aereo tranne il capo famiglia. Non potete distruggerlo già dal primo giorno di vacanza. Più si è, più si paga.

 

Dal 29/7 al 15/8 Tratta Milano(Orio al Serio)-Alghero con Ryanair

Per 2 adulti e 3 bambini + noleggio auto circa   euro 1.400

Per 1 adulto e 3 bambini + 1 adulto traghetto Moby Genova-Porto Torres, posto ponte, circa euro 930                

 

Dal 29/7 al 15/8 Tratta Milano-Olbia con Easyjet

Per 2 adulti e 3 bambini + noleggio auto circa  euro 1.350

Per 1 adulto e 3 bambini + 1 adulto traghetto corsica-ferries Livorno-Golfo Aranci, posto ponte, circa euro 920

  

D- Passare dalla Corsica.  

Si parte da Savona, da Genova o da Livorno per Bastia, rispettivamente 6, 4.45 e  4 ore, poi si percorrono 180 km. per Bonifacio e si traghetta per S.Teresa, 50 minuti. Adatta a chi soggiorna nel nord e nord-est Sardegna, anche agli altri se sono molto-molto avventurosi.

PRO Opzione per avventurosi, per chi ama studiarsi i percorsi e ciò che c’è da vedere e per chi odia le traversate notturne, nonché la più economica. Ci si sente in vacanza già dopo 4.45 ore. Tra l’arrivo a Bastia e il traghetto a Bonifacio, ipotizzando di prendere quello delle 20, ci sono dalle 6 alle 8 ore che si possono occupare con un bagno al mare o in uno dei fiumi corsi, oppure visitando Porto Vecchio o Bonifacio. Da esperienza, all’andata meglio scendere intorno a Porto Vecchio, ci sono belle spiagge e anche fiumi in cui potere già fare il bagno. E al ritorno meglio salire subito verso Bastia e poi girare lì intorno. Lungo tutta la litoranea panorama bellissimo. Anche la strada che  attraversa le montagne, passando da Corte, è bellissima nonché meno trafficata, ed è possibile fare il bagno in almeno due fiumi,.  

CONTRO Non adatto a chi si stressa per i ritardi, a chi ha paura di rimanere in Corsica e “non riuscire a prendere il traghetto”, a chi vuole subito arrivare alla meta, a chi pensa di “perdere” un giorno, a chi ha paura che gli rubino la macchina piena, a chi non vuole fare levatacce, a chi non vuole dare i soldi ai francesi. In pieno agosto strade un po’ trafficate. Quando il mare è mosso, le Bocche di Bonifacio sono assai mosse. Più si è, più si paga.

 

Dal 29/7 al 15/8 2 adulti e 3 bambini e macchina grande

tratta Livorno-Bastia h.8.15-12.15  e ritorno h.13.30-17.30  con Corsica-ferries  circa euro 300

 

tratta Genova-Bastia  h.9-13.45  e ritorno h.14.45-20   con Moby

circa euro 450

 

tratta Livorno-Bastia h.8-12 e ritorno h.14-18  con Moby circa euro 316

 

tratta Bonifacio-S.Teresa h.20-20.50  e ritorno h.7-7.50 con Moby  circa euro 250

 

Spesa totale tra i 550 e i 700 euro.

 

N.B. Ricordarsi sempre, come dice il padre di una mia amica, che la vacanza comincia dal viaggio, quindi trovare la soluzione migliore per sé, anche in base a questo.

P.S. “Più si è più si paga” sembrerebbe ovvio. A parte usare la macchina, per muoversi, con tutti gli altri mezzi è così. Non sempre!!! Se ad esempio prendete un biglietto con Corsica-ferries sulle tratte francesi, es. da Bastia a Nizza, quando segnate adulto ci sono 2 opzioni “adulto famiglia” e “adulto”, per cui i genitori con figli spendono la metà rispetto agli adulti singoli. E non è l’unico esempio di “politica turistica famigliare”.

Siti delle principali compagnie aeree e marittime che collegano la Sardegna al resto d’Italia 

www.ryanair.it

www.easyjet.it 

www.meridiana.it

www.alitalia.it

www.airone.it

www.moby.it

www.corsica-ferries.it

www.tirrenia.it

www.gnv.it

Qualcuno ha altre opzioni,  proposte, suggerimenti? 

 

 

 

 

 

                        

 

 

 

 

Da Raffa detta Cala

Vacanza di Carnevale a pochi chilometri da Canazei, a sciare per tre giorni sulle Dolomiti. Non so la situazione della neve in questo momento, e che possibilità ci saranno per Pasqua, ma ci hanno detto che è un posto ideale anche per le vacanze estive. Punto di partenza per memorabili passeggiate e scalate.

Per i nostri figli, 12, 11, 9, 5 anni e i gemelli di 8 mesi, è stato il primo atteso incontro con queste montagne.
 
 
 
 
 
 

sulla Marmolada

 
 
 L’occasione è venuta attraverso l’invito di un gruppo di amici. La struttura alberghiera, a pochissimi chilometri da Canazei, si prestava particolarmente ad una famiglia numerosa, 8 persone, come la nostra: 
 costo contenuto, spazi comuni, cordialità del personale

 

 Si tratta del Soggiorno Dolomiti di Campestrin, Val di Fassa.

Il gestore è napoletano e così anche il personale e la cucina. Si mangia bene, saporito ed abbondante.

 

All’esterno, la struttura ha ampissimi spazi riservati e prati godibilissimi anche in estate. Belle piste per lo sci da

fondo percorrono tutta la valle e anche i sentieri sono praticabili per chi si muove a piedi. Persino spingendo un passeggino gemellare.

 Tutto intorno le cime del Catinaccio, Sassolungo, Marmolada e Sella.

I nostri ragazzi, sciatori di tutte le età, hanno optato il primo giorno per il giro dei quattro passi, ed il secondo per la cima della Marmolada. Per gli appassionati di snowboard è possibile raggiungere diversi snowpark con gonfiabile per atterrare dopo i salti o automobile trasportata in mezzo alla pista e sul cui tetto scivola la tavola.

 

Il Soggiorno Dolomiti ha 120 posti.

Nel periodo di Carnevale ci ha proposto la seguente offerta.

39,00 € a persona al giorno in Mezza Pensione.

Sconto bambini in camera con i genitori:0-3 anni non compiuti: gratis

3-6 anni non compiuti: sconto del 50%

 6-9 anni non compiuti: sconto del 20%

 9-14 anni: sconto del 10%.

Nella tariffa non è compresa la biancheria da bagno.  

 

Quasi Paradiso è stato fare le vacanze con gli amici e anche, perché no, potere percorrere  sentieri di montagna con un passeggino gemellare.

 

 

                                                                    

costo contenuto, spazi comuni, cordialità del personale.

                    

 

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